1969 John Lennon: "I Bee Gees non supereranno i Beatles

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MASSIMO BOSI
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1969 John Lennon: "I Bee Gees non supereranno i Beatles

Messaggio da MASSIMO BOSI »

http://www.corriere.it/spettacoli/09_ma ... aabc.shtml

Il ragazzino che intervistò Lennon
«John mi disse: non sono un eroe»
Diventa un libro la storia del canadese Jerry Levitan:
a 14 anni si finse giornalista e ottenne l'esclusiva

John Lennon e Yoko Ono
MILANO — Il ragazzino travestito da reporter con la giacca dei giorni di festa, la macchina fotografica del papà e la cinepresa super 8 del fratel­lo maggiore a tracolla bussa alla por­ta della camera d'albergo di John Lennon e Yoko Ono. «Canadian News», dice bluffando clamorosa­mente, con il cuore in gola. Ma in questa storia le bugie, per una volta, hanno le gambe lunghissime, e «Ca­nadian News» suona come «apriti Sesamo». Perché, dall’altra parte, qualcuno apre la porta.

Comincia così il giorno più bello della vita di Jerry Levitan, 26 maggio 1969, quando il liceale di 14 anni di­ventò giornalista per un giorno, en­trò nella suite del suo idolo con uno stratagemma e lo intervistò per 50 minuti. La storia di Jerry nel corso degli anni è diventata una specie di leggenda metropolitana, una delle fiabe (vere, e sono poche) del rock. E’ stata anche trasformata dallo stes­so Levitan in un «corto» a cartoni animati, nomination all’Oscar nel 2008 con il titolo I met the walrus («Ho incontrato il tricheco», dalla canzone dei Beatles «I Am the Walrus»), 5 minuti ispirati ai disegni un po' pazzi di John.

E adesso «I met the walrus» diven­ta anche un libro in uscita a giugno negli Stati Uniti e in Canada, editore Harper Collins: storia di quel giorno e autobiografia di Levitan, che oggi fa l'avvocato, l'attore (anche in un episodio del telefilm «The West Wing»), l'intrattenitore per bimbi al­la tv canadese («Sir Jerry», una spe­cie di Mago Zurlì). L'editore promet­te «disegni dell'artista James Brai­thwaite, foto inedite, un dvd con l'au­dio dell’intervista e riprese video» (perché Jerry, con la cinepresa Super 8 del fratello, realizzò anche delle goffe riprese).

Se dopo quarant’anni l'intervista del ragazzino canadese al suo idolo — il 1969 è già l’anno dei bed-in, le conferenze stampa pacifiste di John e Yoko a letto insieme, l’anno di John in capelli lunghi e occhialini tondi e barbona da predicatore che lo faceva apparire più vecchio dei suoi 28 anni, tunica e piedi scalzi, fa­se terminale della storia dei Beatles — è ancora così significativa c’è un motivo: perché in realtà quel giorno al King Edward Hotel di Toronto fu la star più grande del mondo («Ades­so noi Beatles siamo più famosi di Gesù», aveva scherzato John tre anni prima, sull’Evening Standard del 4 marzo 1966, data storica nell’albo dei ricordi dei Beatles-maniaci e pe­raltro ormai anche riabilitata dall’Os­servatore Romano) a intervistare il ragazzino. Non il contrario.

Fu Lennon a chiedere a Jerry cosa ne pensassero gli studenti canadesi della guerra, e del loro primo mini­stro (Jerry disse che era «uno a po­sto », e in seguito John decise di in­contrare Pierre Trudeau: è bello pen­sare che non sia stata una coinciden­za). Fu Lennon a rassicurare Jerry che no, i Bee Gees non avrebbero su­perato in popolarità i Beatles e che la musica che aveva fatto con Paul, Ge­orge e Ringo sarebbe rimasta nel tempo senza essere trasformata in qualcosa di obsoleto da quella «più nuova» dei Bee Gees (e neppure il più grande fan de La febbre del saba­to sera, emulo di Tony Manero e amante del falsetto del pur grande Barry Gibb può negare, quarant’anni dopo, che John avesse ragione).

E fu sempre John a ascoltare pa­zientemente — sembra fantascienza per chiunque abbia mai avuto a che fare con la moderna inumana mac­china di pubbliche relazioni che av­volge le rockstar in una impenetrabi­le cortina di lusso, isolamento e ser­vilismo — mentre Jerry agitatissimo insisteva che il «White Album» fos­se pieno di significati nascosti e ef­fetti subliminali: allora la più grande star del mondo, «più famoso di Ge­sù », spiegò al ragazzino in blazer blu infiltrato nella sua suite, parlando se­renamente ma con fermezza nel mi­crofono del grosso magnetofono che Jerry aveva preso in prestito da una radio locale, che non c'erano fra­si nascoste, no, non c'era nessuna magia. Era solamente musica. E i Be­atles erano ragazzi normalissimi, né stregoni né supereroi. Non diversi dai loro coetanei nel resto del mon­do, semplicemente più famosi.

Mentre i giornalisti veri aspettava­no fuori dalla porta della suite, John regalò al suo nuovo amico un disco, autografò la copia di «Two Virgins» (LP-scandalo con John e Yoko nudi in copertina, bandito dalle autorità canadesi) che Jerry aveva portato con sé. Poi lo mandò a un concerto, quella sera, al posto suo: «Date al mio amico il trattamento da vip che avreste riservato a me», disse Len­non. Poi, sorridendo, strinse la ma­no di Jerry. Che, quarant’anni dopo, non ha ancora lasciato la presa.
Alessandro
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Messaggio da Alessandro »

Il filmato si chiama "I met the walrus"
Bello assai.
A un certo punto il ragazzino chiede a John come mai i suoi coetanei ormai comprino solo dischi dei Bee gees :shock:......
http://www.youtube.com/watch?v=jmR0V6s3NKk

Ale
MASSIMO BOSI
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Messaggio da MASSIMO BOSI »

Il video è veramente carino, con una originale rappresentazione grafica e animata dei concetti espressi da John Lennon, praticamente una traduzione simultanea con l'utilizzo di immagini.

Io, in ogni caso, la data dell'intervista me la sono letta tre volte: 1969, 1969, 1969!
Sì, perche è curioso che nel 1969 qualcunbo ipotizzasse il sorpasso dei Bee Gees nei confronti dei Beatles, in termini di popolarità. Se l'intervista fosse stata fatta 9/10 anni più tardi, coi Gibb che camminavano sulle acque dopo il trionfo di SNF e avevano appena uguagliato i Baronetti con cinque canzoni nelle prime dieci posizioni di Billboard, mi sarei sorpreso molto meno.
Evidentemente il ragazzino ha avuto una premonizione, anche se il sorpasso vero e proprio non c'è mai stato e l'impresa dei Beatles resta ineguagliabile.

Un saluto ad Alessandro.

Massimo.
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