da Faenza... TREE GEES live!

Discussioni e notizie riguardanti i Bee Gees e/o i fratelli Gibb

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MASSIMO BOSI
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da Faenza... TREE GEES live!

Messaggio da MASSIMO BOSI »

Scusate il ritardo......... Faenza 25 luglio 2008

L’esibizione dei Tree Gees è inserita nel contesto del “Cover Band Festival”, rassegna live che coinvolge le più importanti cover e tribute band italiane. La sera del 24 luglio decido di andare a studiare l’ambiente e così mi godo il concerto dei “Child’s Anthem”, ottimi interpreti delle canzoni dei Toto. Il pubblico gradisce ma prevale un clima di freddo distacco nei confronti dei musicisti che, pur bravi dal punto di vista tecnico e interpretativo, non riescono a coinvolgere l’audience fino a trasformarla in componente attiva del concerto. Penso che possa essere frustrante per chi elargisce talento e sudore ricevere in cambio solo tiepidi applausi per cui, a fine esibizione, trovo giusto andare a complimentarmi col cantante della band, che mi ringrazia, un po’ sorpreso.

Nel frattempo, lo speaker dell’evento presenta i protagonisti della serata del 25: “i Tree Gees, per un tuffo nella disco anni ‘70” salvo poi aggiungere (quasi con sollievo) “ma sabato si torna ad un genere più caro al sottoscritto, dedicato alla musica dei Pink Floyd”.
Ora, io apprezzo enormemente i Pink Floyd e la sera del 26 sono pure andato a vedere gli “Euphonia” che hanno riproposto le loro canzoni in maniera superba, ma certamente non ho gradito una presentazione dei “nostri” tesa a legarli a quel clichè che rappresenta solo in parte l’impresa quarantennale dei Bee Gees. E pensare che in settimana il sottoscritto si è dato da fare per spiegare l’evento con e-mail dirette a colleghi e amici sul tipo “Bee Gees e Pink Floyd a Faenza? Non proprio, ma quasi!”.Torno a casa un po’ malinconico e timoroso per l’esibizione del venerdì, anche perché è serata di partenze per le ferie e di fughe verso la vicina riviera adriatica (stile “One Night Only”), che inevitabilmente incideranno sulle presenze al concerto di Alessandro e i suoi ragazzi.

Ma quando, alle 21.30 del 25 luglio, arrivo all’area del PalaMokador, le mie preoccupazioni si sciolgono come neve al sole; il pubblico è decisamente più numeroso rispetto alla sera precedente (anche se si poteva fare meglio ma la promozione dell’evento non è stata granchè), l’età più variegata con una componente importante di giovani o giovanissimi che si mescolano ai quarantenni (e più!) che costituivano prevalentemente l’audience dei “Child’s Anthem”.

Ore 22,20 circa. Lo speaker famigerato sale sul palco e corregge il tiro con una presentazione accettabile della storia dei fratelli Gibb, salvo scivolare sulla loro nazione di appartenenza che, dopo il tormentone Australia a noi ben noto, diventano gli Stati Uniti d’America.
Poi un complimento, secondo me sincero, verso la band che sta per esibirsi: “Ho assistito qualche ora fa alle prove dei Tree Gees e …. credetemi! Se chiudevo gli occhi potevo veramente credere di ascoltare non una cover band, bensì i veri Bee Gees!”
Ore 22,30 circa. Alessandro, Paolo, Francesco ed Ezio salgono finalmente sul palco della Graziola di Faenza riproponendo fedelmente l’inizio di “One Night Only” con la intro di “You Should Be Dancing” seguita dalla Sanremese “Alone”.
Poi Alessandro, secondo me un po’ emozionato, saluta il pubblico Romagnolo introducendolo verso una cavalcata di quarant’anni di canzoni, tante famosissime, alcune bellissime ma un po’ meno note;

“Ma questa, certamente, la conoscete tutti…” e parte “Tragedy”, seguita da una emozionante “Too Much Heaven”, i due omaggi a “Spirits Having Flown” (a quando la bellissima title track in concerto, Alex?).

Poi il tuffo nel quinquennio ’67 – ’72 con le voci dei quattro che si amalgamo alla perfezione ad intonare canzoni care ai fans della prima ora: “New York Mining Disaster 1941”, “Run To Me”, “Words”;
Si spegne “Massachusettes” con Alessandro che organizza un sondaggio lampo: “Chi di voi conosceva questa canzone, alzi la mano….” Tante mani alzate: “Bravi! Conoscete la buona musica.”

Prima di “I’ve Gotta Get A Message To You” Alessandro ricorda che di questo brano Mal ha fatto un grande successo in lingua Italiana; ed ancora il riferimento allo sfortunato Otis Redding prima di una splendida esecuzione di “To Love Somebody”, in versione nerissima stile “Here At Last Live”.

“Questa è la title track di un film con John Travolta; ma non tutti sanno che questa canzone è nostra….” Strana presentazione per “Night Fever” penso tra me e me, salvo poi prendermi a schiaffi sulle prime note di “Grease”.

Alessandro tiene bene il ruolo di front man e non mi stupisco per l’ammirazione di cui è oggetto da parte delle ragazze e delle signore presenti alla serata: “E’ un gran figo!”, dice la mia amica, seduta accanto a me. Beh! D’altra parte anche il giovane Barry Gibb era un Gran Figo.

I Tree Gees mi perdonino se non ho citato in perfetto ordine cronologico la sequenza delle canzoni ma ho preferito non prendere appunti scritti per meglio concentrarmi sulle emozioni dell’esibizione.

Termina la prima parte dello spettacolo con Alessandro Sammarini, Paolo Amati e Francesco Bancalari che fuggono da qualche parte dietro il palco e lasciano ad esibirsi il solo Ezio Zaccagnini, che stupisce il pubblico faentino con una sequenza di batteria da togliere il fiato.

Poi i tre tornano e dal colore candido dei costumi che indossano si intuisce che è giunto il momento delle canzoni più celebri, quelle legate alla “Febbre del Sabato Sera”. In successione vengono proposti successi quali “Jive Talkin”, “Stayin’Alive” (me l’aspettavo nel bis, ho perso una scommessa), “Night Fever” , “Boogie Shoes” (unica concessione della serata verso un prodotto non firmato dai fratelli Gibb) e naturalmente “You Should be Dancing” per la quale Alessandro chiede la collaborazione corale del pubblico di Faenza che nel frattempo, sempre più entusiasta, si è radunato a ridosso del palco.
Sottoscritto compreso, naturalmente! E per un attimo, fatte le debite proporzioni, ho ripensato a quella sera del giugno 1991quando, all’OlimpiaHalle di Monaco di Baviera, io e altri fans rompemmo l’ordine dei posti a sedere e riuscimmo ad avvicinarci a non più di 7/8 metri dai veri Bee Gees.

La serata di Faenza sta volgendo al termine e i Tree Gees salutano fingendo di abbandonare il palco; ma all’appello manca un “must”, quella “How Deep Is Your Love” che i fratelli Gibb mi negarono nei due concerti del 1991 (incredibile a ripensarci ora, c’entrava probabilmente la morte di Andy) ma che i quattro Tree Gees sono ben felici di proporre nel primo dei due brani di chiusura facendo abbracciare e ballare le coppie presenti.
Manca una sola canzone; fosse spettata a me, la scelta sarebbe caduta su “You Win Again”, brano meraviglioso che adoro. E invece i Tree Gees optano per “Lonely Days”, il pezzo che chiudeva “Here At last Live”; ed è un’interpretazione strepitosa che mi fa ripensare a quanto detto dallo speaker qualche tempo prima “chiudete gli occhi e penserete di avere di fronte i veri Bee Gees”.
Il concerto è finito. L’occasione è probabilmente irripetibile per cui metto da parte per un momento la mia atavica timidezza e raggiungo Alessandro per complimentarmi con lui e i suoi Tree Gees.
Alex è un po’ sorpreso di vedermi, mi ringrazia ma poi, fissandomi negli occhi, mi chiede di essere sincero sulla qualità del concerto, un po’ timoroso del responso di chi, da 30 anni esatti, segue passo per passo la carriera dei mitici fratelli Gibb.
Il dubbio di Alessandro è legittimo. Essendo abituato alla perfezione maniacale con la quale i Bee Gees, da sempre, curano i lavori in studio (ma soprattutto quelli nel segno del falsetto degli anni d’oro) , sono in genere diffidente e critico quando queste canzoni vengono proposte dal vivo, persino quando ad interpretarle sono gli stessi fratelli Gibb.
Se dicessi che tutto quello che ho ascoltato la sera del 25 luglio mi è piaciuto sarei un bugiardo;
Ma sono state le sensazioni positive a prevalere, e in maniera netta, grazie al talento di quattro professionisti capaci di emozionare e coinvolgere tre generazioni di fans dei Bee Gees: fans che magari si sono persi sulla strada del tempo, ma che questa sera si sono ritrovati.
Avrei tante cose da chiedere ad Alessandro (il web è pieno di sue iniziative in campo musicale che mi incuriosiscono, dai Pepperland alla collaborazione con Gianni Morandi) ma penso che dopo una fatica del genere, e la prospettiva del viaggio di ritorno, si abbia il diritto a starsene per i fatti propri.
Bravi ragazzi! Arrivederci.

Massimo.

P.s. …. Mi dice la mia amica: “E’ proprio simpatico, oltre che Figo!”
Alessandro
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Messaggio da Alessandro »

Caro Massimo
é stato un vero piacere conoscerti e ti ringrazio per questo bel resoconto della serata.
Siamo stati tutti molto contenti di come sono andate le cose a Faenza: l'organizzazione, l'accoglienza del pubblico, il suono e la nostra esibizione.
spero vivamente che i concerti in Emilia Romagna si moltiplichino, è una terra che adoro e dove mi trovo sempre benissimo.
E magari potrai tornare a trovarci..

Ho apprezzato molto anche il tono asciutto del tuo commento, personalmente sono più interessato alle critiche che alle lodi sperticate ( per carità, guai se non ci fossero, ma si cresce solo mettendosi sempre in discussione) e a tal proposito ti inviterei a indicarmi, qualora ce ne fossero, le tue eventuali perplessità. senza remore e paure: da Verofandeibeegees :wink:


speriamo di rincontrarci presto
un caro saluto
Alex
MASSIMO BOSI
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Messaggio da MASSIMO BOSI »

Carissimo Alex, riporto fedelmente quanto ho appreso:

1) Per motivi di lavoro ho avuto occasione di fare cinque minuti di chiacchiere telefoniche con Claudio Chiarini, responsabile della Route 66, società organizzatrice del Cover Band Festival a Faenza. Mi ha detto che sono stati molto soddisfatti del risultato delle quattro serate, che sono decisi a riproporle in futuro sperando di poter contare anche sulla presenza dei Tree Gees, la cui esibizione ha raccolto consensi entusiasti pressoché unanimi (che ho potuto constatare anche personalmente nei giorni scorsi, parlando con amici e colleghi presenti alla serata). Mi ha anche detto che gli faceva piacere farlo sapere a te e ai tuoi ragazzi, per cui mi sono offerto come messaggero tramite questo forum.

2) Lo stesso Chiarini mi ha fatto presente che al concerto del 25 luglio era presente Fabrizio Foschini, musicista faentino noto per diverse collaborazioni importanti negli ultimi 25 anni (Ivan Graziani, Gianni Togni, Miguel Bosè, gli Stadio);
Tra l’altro Foschini ha diretto l’orchestra di Sanremo nel 1997 per il brano interpretato da Massimo Ranieri; Curiosamente, il 1997 è stato proprio l’anno in cui i Bee Gees hanno presenziato alla kermesse con “Alone”;
Chiarini mi ha assicurato che Foschini è un fan delle produzioni targate Bee Gees (pensandoci bene la “Giulia” di Gianni Togni non era molto dissimile da “Juliet” di Robin Gibb, pubblicata solo qualche mese prima, nel 1983) e che addirittura avrebbe “assistito al loro ultimo concerto, prima dello scioglimento del gruppo………”

Ora, per quanto riguarda questa ultima affermazione, non so se Chiarini abbia fatto un po’ di confusione, magari con la presenza a Sanremo nel 1997 e dei Bee Gees e di Foschini stesso, ma quel che è certo è che il musicista faentino ha confessato all’organizzatore di Route 66 di essere rimasto affascinato dalla vostra esibizione.
Mi sembrava giusto farti pervenire, sia pur indirettamente, i complimenti di un tuo collega di ambiente che, tra l’altro, sembra sia anche un simpatizzante del materiale firmato dai fratelli Gibb……….

Ciao da Massimo.
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